Hai mai pensato quanto può essere difficile cambiare la tua vita, per necessità, e trovarti in un paese completamente diverso? Beh, non è così semplice come sembra!
Io vengo da un paesino molto piccolo della Romania, che è quasi del tutto isolato dal resto del mondo.
All’età di 10 anni ho dovuto raggiungere i miei genitori in Italia poiché loro dovevano lavorare per riuscire a vivere e l’Italia era una buona opportunità.
Ero piccola ancora, ma stavo cominciando a crescere, ad avere i miei amici, i miei affetti. Quando mi è arrivata la notizia che dovevo venire in Italia, dentro di me stavano combattendo tante emozioni, perché dovevo da una parte lasciare quella piccola vita che avevo lì, dall’altra però potevo stare vicino ai miei genitori (e questo era decisamente positivo). Come me allora molti bambini vivevano con i nonni perché i genitori lavoravano all’estero (e tutt’ora accade questa cosa) e si vedevano solo di rado; io invece potevo crescere con loro e questo mi rendeva felice.
Dopo un lungo viaggio in macchina di circa 20 ore sono arrivata a Roma. Mi sentivo completamente spaesata, confu-sa e molto diversa. Intorno a me vedevo grandi palazzi, autobus che circolavano in continuazione, gente che andava e veniva e non si fermava mai, tutte cose che nel mio paesino ovviamente non c’erano. Lì la gente vive in modo più tranquillo, si conoscono tutti e si parlano e gli autobus circolano si e no due volte al giorno.
È un ambiente quasi da sogno per chi vive in una grande città come Roma.
Le grandi città sono sempre affollate e la gente è sempre stressata, mentre quel mio paesino che devo dire mi manca parecchio, è l’ideale per vivere tranquilli. D’inverno la neve è bianchissima e cade a tonnellate, raggiunge anche i tre metri d’altezza, la pioggia è pulita che quasi ti viene voglia di ballarci sotto e l’aria è veramente fresca, i paesaggi verdi e la gente si diverte con poco. Mi ricordo che ci riunivamo davanti casa di qualcuno (chi capitava) tutti, venivano bambini anche da altri paesini e giocavamo in modo semplice solo per ridere, non avevamo telefoni o playstation o altre cose tecnologiche, molti non avevano neanche la televisione.
A distanza di nove anni, le cose sono cambiate anche lì, c’è più tecnologia, la gente si è creata un nuovo modo di vivere lavorando all’estero ma comunque l’atmosfera è sempre bella e il modo di vivere è sempre semplice.
Beh, pensate come è stato difficile passare da una vita semplicissima e una più intensa e piena di nuove cose. È stato bello ma in un certo senso difficile, per esempio farsi accettare dagli altri bambini. I primi anni piangevo tutti i giorni perché nessuno giocava con me, ma crescendo ho capito che non si può piacere a tutti e sicuramente se non fossi venuta qua adesso non sarei ciò che sono.
Io vengo da un paesino molto piccolo della Romania, che è quasi del tutto isolato dal resto del mondo.
All’età di 10 anni ho dovuto raggiungere i miei genitori in Italia poiché loro dovevano lavorare per riuscire a vivere e l’Italia era una buona opportunità.
Ero piccola ancora, ma stavo cominciando a crescere, ad avere i miei amici, i miei affetti. Quando mi è arrivata la notizia che dovevo venire in Italia, dentro di me stavano combattendo tante emozioni, perché dovevo da una parte lasciare quella piccola vita che avevo lì, dall’altra però potevo stare vicino ai miei genitori (e questo era decisamente positivo). Come me allora molti bambini vivevano con i nonni perché i genitori lavoravano all’estero (e tutt’ora accade questa cosa) e si vedevano solo di rado; io invece potevo crescere con loro e questo mi rendeva felice.
Dopo un lungo viaggio in macchina di circa 20 ore sono arrivata a Roma. Mi sentivo completamente spaesata, confu-sa e molto diversa. Intorno a me vedevo grandi palazzi, autobus che circolavano in continuazione, gente che andava e veniva e non si fermava mai, tutte cose che nel mio paesino ovviamente non c’erano. Lì la gente vive in modo più tranquillo, si conoscono tutti e si parlano e gli autobus circolano si e no due volte al giorno.
È un ambiente quasi da sogno per chi vive in una grande città come Roma.
Le grandi città sono sempre affollate e la gente è sempre stressata, mentre quel mio paesino che devo dire mi manca parecchio, è l’ideale per vivere tranquilli. D’inverno la neve è bianchissima e cade a tonnellate, raggiunge anche i tre metri d’altezza, la pioggia è pulita che quasi ti viene voglia di ballarci sotto e l’aria è veramente fresca, i paesaggi verdi e la gente si diverte con poco. Mi ricordo che ci riunivamo davanti casa di qualcuno (chi capitava) tutti, venivano bambini anche da altri paesini e giocavamo in modo semplice solo per ridere, non avevamo telefoni o playstation o altre cose tecnologiche, molti non avevano neanche la televisione.
A distanza di nove anni, le cose sono cambiate anche lì, c’è più tecnologia, la gente si è creata un nuovo modo di vivere lavorando all’estero ma comunque l’atmosfera è sempre bella e il modo di vivere è sempre semplice.
Beh, pensate come è stato difficile passare da una vita semplicissima e una più intensa e piena di nuove cose. È stato bello ma in un certo senso difficile, per esempio farsi accettare dagli altri bambini. I primi anni piangevo tutti i giorni perché nessuno giocava con me, ma crescendo ho capito che non si può piacere a tutti e sicuramente se non fossi venuta qua adesso non sarei ciò che sono.
di Michela Herman
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