lunedì 14 maggio 2012

La Pasqua rumena

La Pasqua in Romania si festeggia quasi sempre una settimana prima o una settimana dopo la Pasqua cattolica, e ciò è dovuto al calendario che segue la Chiesa ortodossa. In teoria durante i 40 giorni precedenti si dovrebbe seguire una dieta povera, priva di carne e prodotti animali (ma non tutti la fanno). Il Giovedì Santo è per i rumeni il giorno dei morti. In questo giorno si portano in chiesa dolci fatti con farina o con grano bollito ricoperto di zucchero e noci, del vino e della frutta, che sono offerti in memoria dei morti e distribuiti ai vecchi e ai poveri. Si va in chiesa tutte le sere della "settimana santa", il venerdì per esempio si chiama "vinerea mare", cioè il “venerdì grande” , ed e' un giorno speciale perché la gente fa astinenza totale da cibo, alcol, parole e pensieri negativi, ecc, si prega e ci si va a confessare. Verso le 17:00 in chiesa si pone davanti alla Croce un tavolo molto alto, in modo che vi si possa passare sotto. Sul tavolo si mette l’epitaffio, un pezzo di stoffa che porta ricamato o dipinto il seppellimento di Cristo, e i fedeli, recandosi in chiesa, portano fiori a Cristo e ai loro morti, passando per tre volte sotto il tavolo sul quale è sistemato l’epitaffio. La sera si svolge il canto Prohod, una cerimonia affascinante alla quale partecipa tutto il paese , diviso in gruppi che seguono il cammino della Croce. Il sabato mattina donne e bambini fanno la Comunione, mentre gli uomini intervengono alla messa di mezzanotte portando in chiesa un gallo bianco e uova colorate. Il sabato notte c'è la messa di "Inviere", cioè si celebra la risurrezione di Cristo: a mezzanotte si spengono le luci ed il prete porta una candela a tutti poi si va fuori e si fa tre volte il giro della chiesa con le candele accese e le bandiere della chiesa come in una processio-ne, poi si torna dentro e si continua la messa fino a notte fonda. La domenica si fa la messa a mezzogiorno poi vanno tutti a mangiare il pranzo pasquale essendo una tradizione molto importante. Non devono mancare le uova rosse/colorate (le uova si colorano in casa). Al giorno d’oggi si usano i coloranti in commercio, ma la gente continua ancora a colorare le uova con coloranti naturali “domestici”. Uno dei modi più diffusi è il seguente: si ritagliano delle sagome di carta bianca ad immagine di croce, colomba, forme geometriche decorative, che vengono bagnate e appiccicate all’uovo. Le uova vengono poi ricoperte dalla buccia di cipolla e legate per bene con un filo di cotone, quindi vengono messe a bollire finché non diventino ben sode. Una volta raffreddate si toglie tutta la “copertura” che serviva per colorare il guscio. Ed infatti l’uovo ha assunto adesso un piacevole colore marroncino e l'agnello! Poi ci sono antipasti come insalata russa o di patate o melanzane e vari stuzzichi-ni, primi come tagliolini in brodo oppure minestrone con carne, secondi come "sarmale" (involtini di verza fermentata ripieni con carne macinata, pancetta, riso e spezie, il tutto lasciato a bollire per ore), carne di maiale al forno o impanata, patate, salsicce fritte, pesce, polenta, pollo arrosto, poi alcol, bevande e dolci in grande quantità. Il saluto che ci si scambia dal primo giorno di Pasqua fino all’Ascensione è un’espressione di giubilo: “ Cristo è risorto”; “ E’ vero che è risorto”.

di Giorgia Stefanuscu

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