lunedì 14 maggio 2012

Quando sei nato non puoi più nasconderti


Con Alessio Boni, Michela Cescon, Matteo Gramola
Regia di Marco Tullio Giordana, Italia, G.B., Francia, 2005
Il film racconta la storia di una famiglia benestante di Brescia, che viene sconvolta da quello che succede al figlio. Durante un viaggio in barca con il padre, con il quale ha un rapporto molto aperto, Sandro, il protagonista, che ha dodici anni, cade in mare, ma è salvato da un ragazzo rumeno, Radu, e accolto in un barcone di immigrati clandestini diretto verso l’Italia. Qui Sandro conosce una realtà molto diversa da quella in cui vive abitualmente ed avrà modo di vedere le disperate condizioni dei migranti e la crudeltà degli scafisti. Sandro riesce a tornare dalla sua famiglia e vuole aiutare a tutti i costi Radu, che lo ha salvato, e sua sorella Alina, che viaggiava con lui. Tra i tre ragazzi infatti è nata un’amicizia, che Sandro sente in modo particolare, e che gli aprirà un mondo sconosciuto e difficile a volte da capire. Questo film mi ha colpito molto proprio per le tematiche che affronta. Il titolo vuole significare che la stessa nascita segna il passaggio alla vita, non sempre facile, che devi affrontare e a cui non puoi fuggire nascondendoti. Questa situazione è rappresentata dai due ragazzi rumeni, i quali, nonostante siano cresciuti in una realtà molto diversa da quella di Sandro, sono comunque guidati dagli stessi sentimenti e dagli stessi bisogni. Mi ha soprattutto colpito il modo di raccontare l’immigrazione clandestina vista con gli occhi innocenti di un ragazzino; il protagonista viene a conoscenza di un mondo complicato, che riserva una vita spensierata solo a chi ha la fortuna di essere ricco, mentre non dà speranza a tanti immigrati che giungono in Italia.

Recensione di Francesca Cosentino

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