lunedì 14 maggio 2012

Tv1mdb

“Finalmente quel grosso uovo si ruppe. «Pip, pip» esclamò la creatura e uscì: era molto grande e brutta. L'ana-tra la osservò. «È un anatroccolo esageratamente grosso!» disse. «Nessuno degli altri è come lui! Purché non sia un piccolo di tacchina! Bene, lo scopriremo presto…»…
In una nidiata di anatroccoli, uno è grigio, grande e goffo. Sebbene la madre cerchi di accettarlo, tutti continuano a deriderlo e a farlo sentire fuori luogo; tanto che alla fine il piccolo decide di fuggire. L'anatroccolo vaga senza meta, e non trova nessuno che lo voglia. Con l’arrivo dell'inverno, rischia di morire congelato. Tuttavia sopravvive e un giorno giunge presso uno stagno dove nuotano un gruppo di splendidi cigni. Attratto dalla loro bellezza, si avvicina e rimane sorpreso quando le splendide creature gli danno il benvenuto e lo accettano. Guardando il proprio riflesso nell'acqua, il piccolo si accorge finalmente di essere un cigno.”…
Da “Il brutto anatroccolo” di Hans Christian Andersen.

“Non c’è cosa più stupida di generalizzare e vivere nel pregiudizio. Forse bisognerebbe cominciare a distinguere i “cattivi” non in base al colore della pelle, alla religione, al paese d’origine ecc, ma in base ai comportamenti.” …
Quello che voglio dire io è: da un lato è vero che una “diversità” effettivamente esiste in questo mondo, eviden-temente, d’altronde esistono 195 Stati, per non parlare di tutte le diverse idee, i diversi pensieri, i diversi modi di fare. Dall’altro bisogna però imparare a gestirla questa diversità. E gestire = capire il significato della tolleranza. Anzi ci vorrebbe qualcosa di più della tolleranza: il rispetto. Rispetto della diversità.
Riflettete e non giudicate! Riflettete sul significato del rispetto!
Abbasso il razzismo e ogni altra forma di odio.
Peace!

di Denisa Copil

Nessun commento:

Posta un commento